Aforismi di Massimo Troisi

massimo troisi

1. Io non e’ che sia contrario al matrimonio, pero’ mi pare che un uomo e una donna siano le persone meno adatte a sposarsi.

2. La ricchezza dei poveri e’ rappresentata dai loro figli, quella dei ricchi dai loro genitori.

3. Un pazzo viene trasferito in un nuovo manicomio e il direttore lo riceve: “Tu devi stare un po’ qua perche’ c’hai le turbe sessuali”. Il pazzo: “No, diretto’, vedete bene che io le turbe sessuali non le tengo”. “No, tu le turbe sessuali le tieni, perche’… perche’… e’ vero che hai violentato una ragazza?”. “Eh, diretto’, quella era bona, io non ci ho visto piu’ e l’ho violentata”. Il Direttore continua: “E fosse niente… tu hai violentato anche la madre”. “Diretto’… perche’, la mamma non poteva esser bona?… era bona pure la mamma!!”. E il Direttore: “E fosse niente, tu hai violentato pure il padre!!!”. “Diretto’, la colpa non e’ mia,… la colpa e’ di mio padre, perche’ io tutte le sere che tornavo a casa ripeteva <

4. Ma tra un giorno da leone e cento da pecora, non se ne potrebbero fare cinquanta da orsacchiotto?

5. “Ricordati che devi morire!”. “Si’, mo’ me lo segno…”.

6. Da ragazzo i miei continui e disinteressati slanci di altruismo mi diedero la fama di buono. Da grande quella di fesso.

7. Comme aggio accumminciato a fare l’attore? Ecco… io ero ‘nu guaglione… ero andato a vedere un grande film. Si trattava di “Roma città aperta”, chillo grande lavoro di Rossellini. Me n’ero uscito da ‘o cinema con tutte quelle immagini dint’ ‘a capa e tutte quante le emozioni dentro. Mi sono fermato ‘nu mumento e m’aggio ditto… “Massimo, da grande tu devi fa’ ‘o geometra”.

A Massimo Troisi da parte di Roberto Benigni:

Non so cosa teneva “dint’a capa”,

intelligente, generoso, scaltro,

per lui non vale il detto che è del Papa,

morto un Troisi non se ne fa un altro.

Morto Troisi muore la segreta

arte di quella dolce tarantella,

ciò che Moravia disse del Poeta

io lo ridico per un Pulcinella.

La gioia di bagnarsi in quel diluvio

di “jamm, o’ saccio, ‘naggia, oilloc, azz!”

era come parlare col Vesuvio, era come ascoltare del buon Jazz.

“Non si capisce”, urlavano sicuri,

“questo Troisi se ne resti al Sud!”

Adesso lo capiscono i canguri,

gli Indiani e i miliardari di Holliwood!

Con lui ho capito tutta la bellezza

di Napoli, la gente, il suo destino,

e non m’ha mai parlato della pizza,

e non m’ha mai suonato il mandolino.

O Massimino io ti tengo in serbo

fra ciò che il mondo dona di più caro,

ha fatto più miracoli il tuo verbo

di quello dell’amato San Gennaro