Aforismi Roberto Benigni

roberto benigni

1. A me mi rovinano le donne. Troppo poche.

2. “E il grosso e’ fatto” disse la mamma di Ferrara quando partori’.

3. “Non ce la faccio piu’…” disse quello che la faceva nelle ortiche.

4. Gava contro la mafia e’ in pratica il primo esempio politico di cura omeopatica.

5. Chissa’ perche’ tutte le malattie mentali incominciano per PSI: psicotico, psicopatico…

6. Due cose mi piacciono della vita. La seconda e’ viaggiare.

7. Votatemi, votatemi, datemi il potere per cinque anni… e vi do il 10%!

8. La mamma e’ la parte piu’ femminile dei genitori.

9. Un giorno Dio invento’ la superbia. Ma chi c’e’ piu’ superbo di lui che si e’ fatto chiamare Dio? Metti caso che si fosse chiamato Guido, insomma, fosse stato un po’ piu’ umile sarebbe andata diversa.

10. Le mogli dei politici fanno tutte beneficenza. Meno male! Hanno il senso di colpa per quello che rubano i mariti.

11. Dicono che il cane sia il miglior amico dell’uomo. Secondo me non e’ vero. Quanti dei vostri amici avete fatto castrare, recentemente ?

12. Nella preistoria pare che gli uomini avessero tre organi genitali. Da qui il detto: “Ma che cazzo vuoi?”.

13. Fare un film in due e’ come fare l’amore in tre. (parlando del film ‘Non ci resta che piangere)

14. “Io prendo il largo” come disse la moglie di Ferrara.

15. “Lei non centra” come dissero a Ferrara davanti a una cabina telefonica.

16. Se il Muro di Berlino fosse stato costruito dagli italiani, sarebbe caduto naturalmente.

17. Berlusconi: l’uomo che possiede tutto, che se compra “La Repubblica” non va in edicola, ma passa direttamente alla direzione e si porta via anche l'”Espresso” e l’intera Mondadori. Sempre con quel doppiopetto anni Trenta, sembra la parodia di un gangster: Al Cafone.

18. Al raduno dell’Ulivo: ero a Milano e mi sono fatto prestare la Uno Bianca di Borrelli per venire qui. Tra poco vi devo lasciare perche’ alle 18 ho una merenda con Mancuso. Con l’Ulivo ho un rapporto di amore-olio.

19. Il comunismo: il comunismo viene da se’, anche senza Berlinguer. Il comunismo e’ come prima di farsi la prima sega: si viene a letto, da se’. Si fa: Dio bono, cosa mi e’ successo? Niente, o fanciullo, sei venuto. Quello che non funzionava, ora funziona. Ecco il comunismo. Cosi’ il popolo e’ come un ragazzo prima di farsi la prima sega. S’arriva la mattina da se’. Cosa e’ successo? Niente, o popolo, sei venuto. Quello che non funzionava, ora funziona.

20. Boniver: lasciatemi abbracciare una rarita’: un socialista ancora libero!

21. Andreotti: e’ un personaggio edificante, che spinge il pubblico giovane a identificarsi in lui. Farci un film? Sembra che non ceda i diritti. Chiedete a Riina, dice.

22. Berlusconi: il partito di Silvio l’ho inventato io. Ci avevano messo cinquant’anni a creare una classe politica di ladri, e Di Pietro in un mese li ha fatti fuori tutti. Bella roba, e noi comici chi si prende piu’ in giro? Cosi’, con Berlusconi, abbiamo deciso di rifare tutto daccapo. Magari ci metteremo sei anni, a ricreare una bella classe politica di ladri e di corrotti, ma poi noi comici torneremo finalmente a lavorare.

23. Fini: l’ho incontrato una volta sola. Fini non e’ una persona che si possa giudicare avendolo visto una volta sola. E io non ho intenzione di rivederlo.

24. Bossi: la lega e’ sacrosanta, a Catanzaro se ne sentiva il bisogno. E poi mi e’ bastato lo slogan: “La lega ce l’ha duro”. Mi ha subito fatto capire la serieta’ del partito.

25. Un milione di posti di lavoro: non e’ un caso che tutti si sono messi a fare i comici e cosi’ e’ uscito un milione di posti di lavoro.

26. Berlusconi: fin da piccolo disse: “O divento Presidente del Consiglio o niente”. E’ riuscito a diventare tutt’e due.

27. Berlusconi: l’ho conosciuto: gli ho dato la mano, mi ha lasciato tutt’olio, e’ proprio unto dal Signore, e’ proprio una cosa tutta unta, gli si mette un po’ d’aceto e di sale e viene un’insalata, con Berlusconi, ch’e’ una cosa eccezionale.

28. D’Alema e Veltroni: secondo me sono comunisti. Io sono stato una volta a mangiare a casa loro. M’hanno detto: “Vieni Benigni, vieni che ceniamo coi bambini”. Sono andato la’ e ho capito cosa intendevano. C’era un pentolone enorme, un bollito, mi sono messo a mangiare, ho preso un piedino io, una cosina, e’ proprio lo zoccolo duro. Ho detto: “Guardate che io non mangio piu’ niente”, poi sono andato a pigliare il digestivo da Fini, lui si e’ bevuto due bicchieri di olio di ricino, due manganellate a testa e ci siamo addormentati.

29. Fare il comico oggi penso che sia un lavoro di grande goduria. I comici sono dei grandi masturbatori.

30. Hanno detto che, delle mie battute, non resta mai niente. E’ vero. Ma perche’, ci si ricorda forse una battuta, una sola, di Stanlio e Ollio, o anche di Buster Keaton?

31. Alcool: sono condannato alla lucidita’. Astemio totale: devo smettere di non bere.

32. Recitare: e’ dolore, estasi del movimento, affettazione del divenire, occultazione del presentare. Recitare e’ entrare nel personaggio e uscire, entrare e uscire, avanti e indietro, e non vorrei andare oltre in questa similitudine…

33. Comicita’ e tragedia: l’impulso dentro di me e’ fare il tragico, ma non c’e’ niente da fare, la carne e’ fatta in maniera comica. Proprio le poppe, i peli che c’ho addosso mi si muovono in maniera comica. Ogni volta che penso a un film nuovo penso a una di quelle cose tragiche, ma proprio pesanti. Poi le ginocchia, le cosce partono in maniera comica e mi ributto sul corpo.

34. Perche’ non ho scritto “La Divina Commedia”? Perche’ non c’ho pensato.

35. Comicita’ ed erotismo: comicita’ e’ pornografia. Umorismo e’ erotismo. Io mi sono incamminato piu’ negli studi pornografici che in quelli erotici. Io le battute posso rubarle, citarle, ma non fanno parte del mio stile. Sono meccaniche, appartengono al “riposo del comico”. La comicita’ deve essere intestinale.

36. Scurrilita’: la comicita’ e’ natura. L’uso di termini sessuali diventa un discorso. Non si puo’ dire che ho parlato del pisellino. La scurrilita’ e’ la zolla, l’essenza della terra, il ventre, il materialismo del comico. La nostra tradizione e’ scurrile. Bisogna avere gaudio e volare, volare sulle parole.

37. La fame: la mia e’ una fame atavica. Noi Benigni abbiamo lo stomaco vuoto da secoli. Ricordo che una volta mia madre stava preparando del pane sul forno: per godermi da vicino l’operazione, finii col culo sul fuoco. Ho ancora nelle chiappe il marchio della vista del pane.

38. L’anonima sequestri c’ha rovinato. Ogni anno ne sequestrano miliardi. Con il corpo di polizia che c’abbiamo, comandato da quel bischero di Gava! Mezzi c’hanno l’orecchio tagliato. Oramai e’ diventato uno status symbol. Uno che c’ha tutt’e due gli orecchi e’ un poveraccio, non conta mica nulla: “Eh, quello non c’ha una lira”. Ieri sera ho visto uno che non c’aveva neanche un orecchio: “Cazzo, dev’esser miliardario!”

39. Al mio paese lo dicevano: “Lo vedi, dicevi che non c’e’ piu’ distinzione fra il ricco e il povero… Anche quel povero Belardinelli del caffe’ Jolly a Firenze. Era ricco, gli hanno tagliato un orecchio a cinquant’anni…”. Io ho detto: “A lui gli avranno tagliato un orecchio a cinquant’anni, ma a noi ce l’hanno messo nel culo da quando siamo nati…”

40. Effetti collaterali: uno piglia una medicina per il mal di denti: “Indicazione: male di denti”. Poi c’e’ “Controindicazioni”, una sfilza. “Il medicinale puo’ causare disturbi alla vista, giramenti di testa, vomito, diarrea, emorroidi, cancro all’orecchio, attenta alla tu’ sorella, ferma i tu’ cugini, attenzione la domenica.” Un casino! Non finisce mica li’: c’e’ gli “Effetti collaterali”: e’ da non pigliarsi prima dei pasti, in gravidanza, dopo cena, chi c’ha la targa dispari, chi c’ha il cognato”. Poi c’e’ “Avvertenze: usare con cautela, fuori dalla portata dei bambini, non lo dire al tuo vicino di casa, pericolo, attenti…”. Uno si leva il mal di denti, diventa un disgraziato…

41. Furbi o scaltri? La furberia e’ una qualita’ italiana potente, pero’ ci ha rovinato. Sara’ meglio magari diventare scaltri: e’ una cosina un pochino piu’ nobile…

42. Papa Wojtyla, secondo me, e’ il piu’ grande Papa vivente che c’e’ oggi in Italia! Wojtyla! Ora, a parte Wojtyla, che e’ il globe-trotter… Con tutta la fame che c’e’ nel mondo c’hanno soldi in banca , lo IOR: Istituto Opere Religiose. Come si chiama il croupier del Vaticano? Marcinkus. Che, si mette i soldi in banca con la fame che c’e’ nel mondo?! Come se Gesu’ avesse messo i pesci in frigorifero: “Guarda, mettili nel frigorifero…”.

43. Wojtila e’ il piu’ grande Papa vivente che si ha oggi in Italia! Pero’ dovrebbe sistemare una cosa piu’ equa unanime per il mondo, non dovrebbe fare il tifo per nessuno prima di tutto. Per esempio, la Polonia: io so che stanno male, ma Dio bono sempre con questa Polonia, stanno male dappertutto, quelle altre parti le tratta veloce, no? Dice: “Madonna come stanno male in Polonia, anche in Cina, pero’ in Polonia Madonna bona, come stanno male laggiu'”. Io son d’accordo, ma l’ha presa un po’ troppo… Secondo me e’ polacco ‘sto Papa, eh?

44. L’esistenza di Dio: il cervello non e’ lo strumento adatto per dimostrare l’esistenza di Dio. E’ come voler sentire il sapore del sale col naso. Non c’e’ riuscito Lui stesso mandando Suo figlio in terra, figurati noi che non siamo neanche parenti alla lontana! Insomma, l’argomento ontologico e’ crollato, gli scolastici e i mistici hanno fallito. La Teoria del Motore Immoto e’ una scemenza. Non resta di nuovo che il mi’ babbo. Avro’ avuto quattro anni e tornavo dai campi, di notte. Gli chiesi: “Babbo, ma chi l’ha fatto il mondo?” “Dio”. “E Dio chi l’ha fatto?”. “Il su’ babbo e la su’ mamma”. “Gia’,” pensai “che scemo”. Andai a letto contento, ma convinto d’aver dato l’impressione al mi’ babbo di non essere una personcina intelligente. Avrei potuto arrivarci da solo.

45. La Creazione: nostro Signore ha fatto nella Creazione due errori visibilissimi. Con tutti i pianeti liberi che c’e’ nel mondo, cinque miliardi di persone tutti stretti su questa palla! O che sistemi sono con i propri figlioli?! Come se il mio babbo c’ha, che so, venti figli, un palazzo di cinquanta piani e mette tutti in garage! Distribuisci un po’, no? Che poi non so mica se poteva costruire tutti questi pianeti, vicini in questa maniera: sono abusivi, eh? Infatti a occhio nudo non si vedono: c’e’ voluto Galileo, il cannocchiale! Quando li vide Galileo disse: “Oh! Questi pianeti?”. Allora il costruttore, d’accordo col papa, lo fece arrestare. Dice: “Galileo, vieni qua un minuto che c’e’ una cosa: a parte il fatto dei pianeti abusivi, Galileo, che cos’altro hai scoperto di quel fatto del giro?”. Galilei ci casco’: “Gia’, non e’ come pensate voi, il Sole gira intorno alla Terra: e’ la Terra che gira attorno al Sole. Il Papa piglia la palla al balzo: “Che sara’ scemo? L’avete mai vista voi una cosa che gira intorno al suo riscaldamento? Via!”. Lo misero in galera venticinque anni a girare intorno alla stufa elettrica. A parte poi che non e’ che ci ha messo cinque miliardi qui da soli: insieme ad animali, vegetali, minerali, cacciaviti, chitarre, seggiole, teatri-tenda… un casino! Poi dice: all’inizio era il Caos e Dio fece l’Ordine. O che c’era prima?! Che poi gli animali non e’ che eran come ora: mi dispiace che si sono ammazzati, son esseri sensibili, pero’ all’inizio dei tempi erano proprio animaleschi! Lo dice il termine, erano migliaia piu’ degli uomini perche’ proliferavano ed erano piu’ resistenti e in piu’ rompevano le scatole! Non si campava! L’uomo delle caverne si svegliava… non e’ che c’era un gallo! Ce n’era un miliardo! Chicchirichi’! Di’, oh c’e’ i Rolling Stones! Uno si svegliava, andava a lavarsi il viso: pescecani, piranha, coccodrilli, non si poteva mettere le mani. Mangiavi una mela per fare colazione: lombrichi, bachi, sembravano un vagone. Tornavi a casa: distrutta, c’e’ passato un mammut, un dinosauro. Vai a fare la popo’: tafani, mosche, zanzare, non c’era verso di spogliarsi. Andavi per andare a letto: un miliardo di lucciole, sembrava lo stadio Maracana’! Mandi via le lucciole, ricominciano i galli: chicchirichi’! Dio!!! All’uomo gli prese l’esaurimento nervoso! Tutto per colpa degli animali! Arriva Dio che si era distratto, vede ‘sto casino, chiama Noe’: Diluvio universale. E chi fa salvare? Gli animali! E’ tutta colpa sua! Allora non ci siamo capiti? Lasciamo perdere ‘sta distrazione! Tutto il genere umano viene distrutto. Questo Noe’ piglia la sua famiglia: c’ha la moglie, fa tre figli: Sem, Cam e Jafet, tre maschi… Un’altra volta rifanno tutto il mondo! Altro misterissimo della fedissima. A quell’epoca erano double-face. Allora si rifa’ il mondo, dopo un po’ comincia il casino: infelici lo stesso!

46. Caino e Abele. Siamo tutti fratelli: i fratelli Taviani, i fratelli Lumière, i fratelli Karamazov, le sorelle Adamoli, i fratelli Bardazzi… Ce ne sono altri due nel mio paese, i Fratellini, Rocco e i suoi fratelli, i fratelli Cervi, i fratelli Fabbri. Rosanna Fratello, e via e via e via, e ne aggiungerei un altro: e via! Ma i primi veri due fratelli dai quali tutti noi discendiamo, amici infelici, erano Caino e Abele. Non c’e’ errore di stampa, e’ proprio scritto cosi’. Caino e Abele dettero luogo a tutto il mondo e c’e’ un asterisco sulla Bibbia, vedere per la spiegazione in fondo, e se andiamo a vedere in fondo ando’ cosi’. Quando eran piccini tutto regolare: Caino un po’ piu’ nervoso e Abele piu’ perbene: “Buongiorno, mamma!”. “Buongiorno a te!”. “Buongiorno, babbo! Come stai?”. “Bene grazie, non c’e’ male”. “Figurati, ciao eh…”. Insomma, tutto perbene Abele. Caino invece un po’… “Buongiorno!”. “Che e’ ‘sto buongiorno? Che mi interessa?”. Quando erano piccoli niente di strano, quando cominciarono a crescere, che il sesso cominciava a bollire nella pentola dell’uomo, a scoperchiare il cervello erotico… beh, bisogna buttar giu’ la pasta, ragazzi… “Mamma, ciao!”. “Caino, non far tardi!”. “Mah! Se trovo qualcosa puo’ darsi che rimanga a dormire, arrivederci! Ciao, Adamo! Ciao, Abele!”. Andava fuori, cominciava a guardare: zebre, sassi, piante, fiumi, stelle, foglie, frutti, Scalfari, Celentano, ma di donne, non c’era l’ombra! Non gli riusci’ a incontrare una donna a pagarla oro, e non ce n’era proprio! Primo sabato niente, il secondo sabato uguale, terzo sabato uguale, alla fine non ce la faceva piu’. Comincia a dargli di balta il cervello e comincia a guardare Abele in maniera un po’ strana… “Caro Abele…”. “Cosa?”. “Niente! Ho detto caro Abele, sembri un po’ nervoso oggi…”. “Perche’?”. “Niente, sei mio fratello…”. “Uhm, cosa?”. “Niente, ho detto: sei mio fratello! – dice. – Ci mancherebbe altro che tu fossi la mia… ti vedo un po’ nervoso! Guarda li’ come cammina di dietro!”. Insomma, questa malsana idea comincio’ a entrargli in testa, finche’ ci pensa tutta la notte e un giorno chiama il fratello e lo redarbonisce un po’. “Abele! Vieni un minuto qua, per curiosita’. Scusa, nel mondo c’e’ le cose maschili e femminili, no? Sappiamo, come si chiama nostro padre, che e’ un uomo?”. “Adamo!”. “Uhm, e io?”. “Caino!”. “E te?”. “Abele!”. “Guarda un po’, strano: Adamo, “o”, la finale, dico. Caino, “o”; te invece: Abele, “e”, femminile plurale. Non e’ proprio Eva, “a”, pero’… Ciao, Abele, ci si vede, eh?”. Abele comincio’ a impaurirsi, narrano i giornalisti dell’epoca: girava proprio armato. Ora, questo Caino, sempre piu’ indispettito, un giorno lo chiama: “Abele, guarda… m’avete fatto uno scherzo e mi e’ piaciuto, mi son divertito, pero’ il gioco e’ bello quando dura poco, eh?! Bisogna arrivare a essere cinque miliardi e bisogna darsi da fare, eh? Te devi essere mia moglie per forza. Abele! Vai a casa, mettiti un tailleurino rosa e fatti la barba che mi vergogno di fonte al mondo di avere una moglie va in giro vestita cosi’! “. Abele insiste che e’ un uomo. Caino non ci vede piu’: gli salta addosso e l’ammazza! Era il primo delitto della storia. S’impauri’, si nascose. Ma Dio lo vide e si arrabbio’: “Caino, Madonna bonaaa! – Caino sempre piu’ nascosto. – Caino! Dio bonooo!”. “Che?”. “Dov’e’ Abele?”. “Chi Abele?”. “La tua sorell… il tuo fratello! Mi hai fatto imbrogliare anche a me, imbecille!”. “Non lo so!”. “L’hai ammazzato! te andrai all’inferno”. “All’inferno?! Ce n’e’ donne?”. “Stai zitto! Sottosviluppato!”. Bum!! Lo mando’ giu’ all’inferno. Il diavolo contento: arrivava la prima persona che vedeva. Aveva appena finito di preparare. Entra questo Caino, vede un altro essere vivente e va subito a presentarsi: “Buongiorno! Piacere, Caino!”. Il diavolo dice: “Il piacere e’ tutto mio: Satana!”. “Satana, “a”!”. Bestia della miseria! Ci fu una rincorsa nei gironi: al VII Girone lo prese, e da questo terribile connubio tra Caino e Satana nacque l’infelice genere umano.

47. Dio, Manitu’, Budda… : mi veniva in mente… Se quando uno muore va di la’ e invece del nostro Dio ne trova un altro… Ci pensi che figura? Metti, che so, si trova Manitu’, quello degli indiani. Che figura si fa? Uno va di la’, vede uno con la penna, la pipa… “Buongiorno, cercavo Dio”. “Augh”. “No, dico Dio”. “Augh”. “Io ho letto “Tex”, non so se puo’ servire, la squaw, le verdi praterie, eh?, i sentieri di Manitu’…”. “Allah, trovare Allah…”. “A proposito, Allah, tu che sei di quelle parti del Medio Oriente, levami una curiosita’: che c’e’ in quella zona?”. Budda!… Pensa a trovare Budda… Budda, grasso in quella maniera… C’e’ gente che non l’ha mai visto, non sa neanche chi e’. Alla mi’ mamma gliel’ho chiesto: “Tu sai che e’ Budda?”. Uno muore, va nell’aldila’, trova Budda con quella pancia… dice: “Mah, tutto m’aspettavo fuori che quel bischero di Craxi pigliasse il potere anche di qua…”

48. I Sette Vizi Capitali: il nuovo genere umano e’ tremendo, un maialaio: Sodoma, Gomorra, Poppea, Pompei, Cutolo, Nerone, un casino insomma, non si capisce niente. Allora Dio non ci vede piu’, dice: ” ‘Sto pianeta mi… mi fa veramente girare la testa! Non ci voglio piu’ perder tempo, eh? Ora vi dico le cose che si deve fare e quelle che non si deve fare, ve lo fo scrivere e non ci voglio piu’ metter piede. Mose’! Vieni quassu’, scrivi! Allora, i Dieci Comandamenti… scrivi su una pietra qualsiasi! I Dieci Comandamenti, i Sette Vizi Capitali… Figurati quanto ci si mette a scrivere i Sette Vizi Capitali! I Sette Vizi Capitali sono: Ira, Lussuria, Invidia, Superbia, Gola, Accidia, Avarizia… Ora Dio nella confusione del momento non si e’ accorto che questi Sette Vizi Capitali Lui ce li ha tutti e sette in pieno, veramente, tutti e sette!

49. La Superbia: se c’e’ uno piu’ superbo di Lui: “Io son Dio l’essere perfettissimo, potentissimo, in ogni luogo, in confronto a me Nembo Kid e’ un imbecille, Budda lo piglio di tacco, si faccia avanti chi se la vuol fare con me, voglio vedere chi ha il coraggio, paraponziponzipo’ “. Poi anche il nome. Gli altri dei c’hanno un nome: Giove, Budda, Allah… Lui: Dio! Se si chiamava con un nome piu’ umile era piu’ simpatico a tutti no?! Che so: “Io sono Guido, non avrai altro Guido all’infuori di me”. Era piu’ simpatico, no? “Aiutati che Guido t’aiuta!”, “Piove come Guido la manda”. Sui ponti dell’autostrada: “Guido c’e'”. Insomma, era piu’ simpatico, veniva bellino: “Allora Dio, nell’Alto dei Cieli…”. “Che alto dei Cieli? Son qui a mezz’aria”. Insomma! Poteva essere piu’… “Padre Onnipotente”. “Che Onnipotente? So far qualcosa, ora non esageriamo!”

50. L’Ira! Se c’e’ uno che si incazza piu’ di Lui, ragazzi! Dalla mattina alla sera non c’e’ un momento che e’ calmo: gia’ all’inizio Adamo ed Eva gli presero una mela. “Eeeeh! Fuori di casa mia! Te partorirai con dolore! Te lavorerai con sudore!”. Per una mela? Te la pago, mamma mia! Un casino! No, ora io posso anche ammettere: gli hanno preso una cosa che ci teneva. Uno se la piglia, no? Ma poi ti passa… A lui non gli e’ ancora passata. Son duemila anni che ci fa battezzare per quella mela. Tutto il giorno me lo immagino, in casa: “Madonna, m’hanno rubato una mela, Dio bono, accidenti a loro mi piaceva tanto e non gliela volevo lasciare, ora chi me la ripaga, mi piaceva a me, la volevo far cotta, me l’hanno presa”. “Fattene un’altra…”. “Ma mi piaceva quella, Madonna bona, ora voglio vedere, metto un albero di fichi, voglio vedere se mi pigliano anche quelli”. Una cosa, guarda! Poi dice aumenta il prezzo della frutta! A quel tempo una mela costava l’ira di Dio! Guido, te lo sai, t’ho voluto bene, accidenti a te! E’ venuto a vedere lo spettacolo, e’ qui sopra, non ha mica pagato il biglietto, figurati, se passa di la’, paga, e’ pure tirchio eh? Vieni a pagare le cinquemila lire, accidenti a Guido! E’ di piu’, lo so. Cinquemila lire ti garberebbe, eh? Ottomila, nove! Allora non viene proprio nemmen qui sopra, se e’ nove non si fa proprio vedere nella zona. Guido, si fa per scherzare, eh? Non vorrei, siccome siamo all’aperto, m’arriva un fulmine, Guido, per dire due battute, sai com’e’, no? Ti sara’ capitato anche a te, no? Accidenti! Pensa che mo’ io mi ritrovo di la’… “Benigni, ti sembrava d’esser simpatico con quello spettacolo? Vado a mangiare insieme a Guido, dice: ‘Piglia ‘sta macedonia’. “No grazie, non si sa mai cosa c’e’ dentro, ci fosse un pezzo di mela, tieni Guido, un pezzo di mela nella macedonia”.

51. La Lussuria? Ora non voglio entrare in fatti privati, pero’ cinque miliardi: tutti figli suoi! Lasciamo perdere!

52. L’Avarizia? Se c’e’ uno piu’ avaro, ragazzi! A parte che il suo popolo prediletto sono gli ebrei: gli ha promesso un pezzo di terra; son tremila anni, non gliela da’! Mose’, come ti dissi? “Promessa”. T’ho mica detto: “Terra data”, Mose’!

53. L’Accidia! Ragazzi, se c’e’ uno piu’ pigro di Lui! E’ proprio la pigrizia in persona, e’ stato un’eternita’ senza far niente! Prima di fare il mondo non ha fatto niente! Ma non un giorno, un’eternita’! Poi, un giorno, sdraiato, decide di fare il mondo. E il settimo giorno: riposo! Da allora non l’ha visto piu’ nessuno! Fosse venuto a fare un ritocco! Ce ne sarebbe anche bisogno! Niente, proprio!

54. Ma cosa avete voi donne che attira cosi’ l’omo? Me lo avete a dire, oramai sono giunto all’eta’. Devo sapere cosa c’avete in quella zona la’, giusto per saperlo. C’hai un trattore? Un treno? La Firenze Mare? La galleria del Monte Bianco? Fammi vedere un secondo, giusto per vedere un attimo quell’affare la’. Mai visto? Si’, qualche volta si’, a dir la verita’. Ma come mai attira tanto l’omo quell’azienda la’? Piero Angela dov’e’? Angela, ma lei ha fatto il viaggio dentro al corpo umano me lo vuol dire cosa c’e’ la’ nella donna? Gia’, si e’ fermato prima perche’ li’ e’ zona pericolosa. L’hanno messa al centro del corpo perche’ cosi’ non ci si sbaglia mai. Come si chiama da piccini? La gattina, la chitarrina, la passerottina, la fisarmonica… ognuno le ha messo il nome suo, la picchia, la crepaccia, per i napoletani e’ la pucchiacca! E’ bellissima, e’ focosa… La tacchina, la topa, la sorca, la patonza, la bernarda, la gnocca, la gnacchera, l’anonima sequestri. Poi i termini medici, la vulva… Oh, la vulva fa paura, guarda che vulva! E’ spaventosa. Ce n’e’ anche per quello maschile: pisello, pisellino, pistolino, pipino, poi quando si cresce il randello, la banana, la verga, la mazza, il cetriolo, il pesce, l’uccello, lo sventrapapere, lo spaccapassere, il Blackedecker, il piu’ lo butti giu’ e piu’ ritorna su…